SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
La scuola media, da qualche anno, si chiama scuola secondaria di I grado e rappresenta la parte conclusiva del primo ciclo di istruzione.
È scuola dell’obbligo della durata di tre anni scolastici e si conclude con l’esame di Stato che consente di conseguire la licenza, titolo di studio indispensabile per accedere al successivo secondo ciclo.
La scuola italiana fu la prima in Europa ad offrire il completamento dell’obbligo mediante un corso secondario, gratuito e uguale per tutti fino al quattordicesimo anno di età .
Cenni storici
La storia della “scuola media” italiana può essere divisa in due periodi: prima e dopo il 1962, anno della realizzazione effettiva dell’istruzione obbligatoria per tutti i cittadini dai 6 ai 14 anni.
La Costituzione del 1948 aveva già stabilito 8 anni di istruzione obbligatoria. Gli studenti dagli 11 ai 14 anni trovavano tre differenti tipi di scuola con programmi diversi e con sbocchi differenti: ginnasiale, commerciale e di avviamento al lavoro. L’esame al termine della scuola elementare era previsto solo per il passaggio alla scuola media “ginnasiale”; non lo era per gli altri due tipi di scuola.
L’esigenza di garantire una formazione di base per tutti i cittadini e la percezione della inadeguatezza della sola scuola elementare portarono alla istituzione della “scuola media unica” obbligatoria (Legge n. 1859 del 31 dicembre 1962): una scuola pensata come un periodo di istruzione formativa le cui funzioni consistevano nello sviluppare la personalità dei ragazzi e delle ragazze nella difficile età della prima adolescenza, nel sostenerli nell’orientamento per le successive scelte e nell’aprire la loro intelligenza ad una conoscenza fondata del mondo, della natura e della società.
Oggi non mancano coloro che avvertono anche i limiti di quella scelta: la “scuola media unica” veniva realizzata rinviando ad età successive la formazione al lavoro, considerata allora (per la verità, non solo allora) come un fattore di discriminazione e diseguaglianza.
Gli anni ’60 e ’70 sono segnati da diagnosi severe sulla possibilità di realizzare questo modello di scuola. Sono famose le valutazioni negative espresse nel celebre volume Lettera a una professoressa (1967) e non mancavano coloro che proponevano il ritorno al passato.
Nel 1979, tuttavia, in occasione della formulazione di nuovi Programmi, si ribadiva la “«natura di scuola secondaria di primo grado», rivolta al raggiungimento di una preparazione culturale di base ed a porre le premesse per l’ulteriore educazione permanente e ricorrente”.
L’impostazione del 1962 e le indicazioni del 1979 trovano ulteriore conferma negli anni 2000 con l’elaborazione di Indicazioni che hanno adeguato il quadro curricolare e quello dei contenuti ai rapidi sviluppi delle conoscenze e delle tecniche (basti pensare all’informatica con tutte le sue derivazioni e applicazioni), mettendo in risalto l’importanza di una impostazione “laboratoriale” dell’apprendimento (apprendere sulla base di esperienze concrete), di una scuola inserita nel territorio e di una formazione imperniata sulle competenze civiche.
Con il 2007 la scuola media unica, ormai chiamata scuola secondaria di primo grado, si trova in una situazione nuova: da una parte cessa di rappresentare il momento terminale assoluto dell’istruzione obbligatoria elevata a 10 anni, dall’altra è confermato il suo aspetto conclusivo con l’esame di Stato per la certificazione delle competenze acquisite. Alla luce dei limiti emersi rispetto alle scelte degli anni Sessanta (egualitarismo, livellamento verso il basso della cultura impartita, la demotivazione crescente), la spinta ad un ulteriore elevamento dell’obbligo di istruzione - da 8 a 10 anni - non venne effettuata unificando in un successivo biennio tutti i percorsi formativi esistenti ma adottando il principio dell’equivalenza formativa che indica le mete comuni di percorsi formativi che restano distinti.
Elementi di ordinamento
La scuola secondaria di primo grado, attraverso le discipline, è finalizzata alla:
“crescita delle capacità autonome di studio e di interazione sociale; organizza ed ac-cresce, anche attraverso l’alfabetizzazione e l'approfondimento nelle tecnologie informatiche, le conoscenze e le abilità, anche in relazione alla tradizione culturale e alla evoluzione sociale, culturale e scientifica della realtà contemporanea; sviluppa progressivamente le competenze e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi; fornisce strumenti adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione e formazione; introduce lo studio di una seconda lingua dell’Unione europea; aiuta ad orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione” (art. 2 della Legge 53 del 28 marzo 2003).
Mentre spetta al Ministero dell’Istruzione definire i piani di studio per la scuola secondaria di primo grado, definendo obiettivi generali e principi dell’azione educativa, alle scuole, nella loro autonomia e responsabilità, compete dare attuazione secondo contenuti e criteri didattici liberamente assunti.
I piani di studio prevedono :
- italiano: ascoltare e parlare, leggere, scrivere, riflettere sulla lingua;
- inglese: ascolto e lettura, produzione orale non interattiva, interazione orale, produzione scritta;
- seconda lingua comunitaria: ascolto e lettura, interazione orale, produzione scritta;
- storia : uso dei documenti, organizzazione delle informazioni, strumenti concettuali e conoscenze, produzione;
- geografia: carte mentali, concetti geografici e conoscenze, ragionamento spaziale, linguaggio della geograficità, metodi, tecniche e strumenti propri della geografia;
- matematica: numeri, spazio e figure, relazioni e funzioni, misure, dati e previsioni;
- scienze: fisica e chimica, astronomia e scienze della terra, biologia;
- tecnologia;
- musica;
- arte e immagine: percettivo visivo, leggere e comprendere, produrre e rielaborare;
- scienze motorie e sportive: corpo e funzioni senso-percettive, movimento del corpo e sua relazione con lo spazio e il tempo, linguaggio del corpo come modalità comunicativo - espressiva, gioco, sport, regole e fair play, sicurezza e prevenzione, salute e benessere;
- religione cattolica: Dio e l’uomo, la Bibbia e le fonti, il linguaggio religioso, i valori etici e religiosi.
La frequenza alla scuola secondaria di primo grado è obbligatoria per tutti i ragazzi italiani e stranieri che abbiano concluso il percorso della scuola primaria.
Il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al secondo ciclo.
L’orario settimanale delle lezioni nella scuola secondaria di primo grado, organizzato per discipline, è pari a 30 ore. In base alla disponibilità dei posti e dei servizi attivati, possono essere organizzate classi a tempo prolungato funzionanti per 36 ore settimanali di attività didattiche e di insegnamenti con obbligo di due - tre rientri pomeridiani.
Su richiesta della maggioranza delle famiglie, il tempo prolungato può essere esteso a 40 ore.
È prevista la possibilità di iscriversi a corsi di ordinamento a indirizzo musicale.
Normativa essenziale di riferimento
I regolamenti attualmente in vigore riguardano, in particolare:
- la razionalizzazione della rete scolastica (dpr 81/2009);
- il riordino della scuola dell’infanzia e del primo ciclo (dpr 89/2009);
- il coordinamento delle norme per la valutazione degli alunni (dpr 122/2009).

