Biblioteca del formatore. Materiali per aggiornarsi 

A.  ADOLESCENTI: LUCI E OMBRE 

1. LUCI: Da “Vita” – giugno 2025 
Adolescenti, quello che non vediamo 
Alla scoperta dei mondi in cui vivono i nostri ragazzi  

Questa edizione della rivista Vita propone un’analisi profonda del mondo giovanile, esplorando le realtà spesso invisibili degli adolescenti contemporanei attraverso inchieste e testimonianze dirette. 
Il numero affronta temi sociali cruciali, come l'impatto economico del declino del ceto medio e le sfide del Terzo settore, con un focus particolare sulla gestione dei fondi del 5 per mille. Tra le rubriche figurano riflessioni sull'integrazione lavorativa, storie di inclusione legate all'autismo e nuove strategie occupazionali come il boomerang recruiting. Ampio spazio è dedicato anche alla sostenibilità e alla cultura, esaminando le conseguenze dell'overtourism e promuovendo il valore sociale dell'arte e del teatro di comunità. L'obiettivo centrale è superare i pregiudizi generazionali per favorire un dialogo autentico tra giovani e adulti.
Un libro decisamente positivo, dunque. Questo numero di Vita, infatti, è interamente dedicato a ribaltare le narrazioni allarmistiche e disfattiste che solitamente descrivono i giovani solo attraverso la lente della fragilità e del malessere. L'intento della rivista è proprio quello di far cogliere i lati positivi di una generazione coraggiosa, guardando ai ragazzi non come a un problema o a una "emergenza", ma come a una grande risorsa.
Attraverso i pareri di esperti e le testimonianze dirette, il magazine evidenzia numerosi aspetti positivi degli adolescenti di oggi:

  • Risorse e potenzialità inedite. Secondo la psicologa Emanuela Confalonieri, gli adolescenti odierni hanno "risorse, intuizioni e potenzialità molto maggiori delle generazioni che li hanno preceduti" e, nonostante le incertezze globali, dimostrano una forte volontà di farcela e di costruire il proprio futuro. Il sociologo Stefano Laffi li definisce un "giacimento potenziale ma inutilizzato di energie positive", lodando la loro capacità di introspezione, l'attitudine a imparare da autodidatti e una sensibilità verso l'inclusione e il rispetto reciproco che non si vedeva in passato. 
  • Un nuovo valore dell'amicizia. L'amicizia viene vissuta dai giovani come uno "spazio di resistenza" contro una società che richiede continua competizione e prestazione. I ragazzi stanno creando nuovi modelli di aggregazione, più intimi e basati sulla fiducia e sull'assenza di giudizio.
  • Crescente impegno sociale e civico. I dati Istat confermano che i teenager sono sempre più attivi: tra il 2021 e il 2023, la fascia 14-17 anni è stata l'unica in cui è cresciuto l'impegno sociale (+3%). I giovani mostrano un orizzonte ampio e una grande sensibilità per i diritti, le libertà e le tematiche ambientali.

Per dimostrare concretamente questi aspetti, un'intera sezione del magazine ("Qui i protagonisti siamo noi") racconta 15 esperienze in cui gli adolescenti incidono positivamente sulla realtà. Tra i tanti esempi virtuosi presentati ci sono:

  • Ragazzi di Ascoli Piceno che hanno fondato un'associazione (Apply community) per orientare i coetanei e combattere lo spopolamento della loro città; 
  • Adolescenti dai 15 ai 25 anni che collaborano per scrivere in modo partecipato la "Costituzione del 2050", dimostrando grande consapevolezza politica e civica; 
  • Studenti sedicenni che dedicano i loro pomeriggi a insegnare l'italiano ai migranti stranieri (anche adulti) presso le scuole Penny Wirton, vivendo l'esperienza come una preziosa opportunità di scambio umano; 
  • Giovani che, a seguito di sospensioni scolastiche o tramite percorsi scolastici, fanno volontariato a contatto con anziani malati di Alzheimer o persone con disabilità, superando i pregiudizi e sviluppando una profonda empatia.

Infine, il numero celebra l'altruismo giovanile raccontando le storie di tre "Alfieri della Repubblica", premiati dal Presidente Mattarella: Camilla (21 anni) che allena a pallavolo i detenuti nel carcere di Monza; Francesco (18 anni) che ha ideato programmi informatici per migliorare i servizi della Croce Rossa; e Chiara (17 anni), che lavora in un centro aggregativo in un quartiere difficile di Palermo per "restituire i sogni" ai bambini della periferia.

2. OMBRE: ESPAD – Anno 2025 
Sotto la superficie  
Le nuove sfide dell’adolescenza tra rischi e quotidianità 

Recenti e drammatici episodi che hanno visto alcuni giovani come protagonisti spingono tutti a riflettere su questo misterioso pianeta adolescenziale. 

Una importante ricerca ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), pubblicata il 20 maggio 2025 può essere di aiuto. Essa descrive, del complesso universo della condizione giovanile, alcune specifiche coordinate che aiutano genitori, educatori, istituzioni a comprendere meglio le cause generali dell’insorgere di particolari comportamenti devianti e, quindi, ad adottare i modi più appropriati per intervenire pedagogicamente su di essi e raggiungere i risultati auspicati. 

Il rapporto di ricerca ESPAD®Italia 2024, curato dall'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, analizza i comportamenti a rischio e le abitudini quotidiane degli adolescenti italiani tra i 15 e i 19 anni. 

Lo studio evidenzia una trasformazione nei consumi, con una flessione delle sostanze illegali a favore di un aumento del policonsumo di nicotina e dell'uso di psicofarmaci senza ricetta, specialmente tra le ragazze. 

Ampio spazio è dedicato alla dimensione digitale, esplorando fenomeni come l'uso problematico di internet, il gioco d'azzardo online, il cyberbullismo e pratiche relazionali come il ghosting o il phubbing

I dati mostrano inoltre come il benessere psicologico e la soddisfazione personale siano diminuiti nel periodo post-pandemico, influenzando le dinamiche sociali e scolastiche. 

Il volume si propone come uno strumento per istituzioni e famiglie, identificando nella prevenzione precoce e nel supporto affettivo i principali fattori protettivi per la Generazione Z.

Scheda sintetica tratta dal volume:
Sebbene il consumo di sostanze tra gli studenti di 15-16 anni in Europa continui a diminuire, sono in aumento nuovi rischi comportamentali e per la salute. Gli ultimi risultati dell'European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (ESPAD) sollevano crescenti preoccupazioni legate all’aumento del consumo di sigarette elettroniche, all’abuso di farmaci e a un’impennata del gaming e del gioco d’azzardo online tra gli adolescenti.
I risultati rivelano un notevole aumento dei comportamenti a rischio tra le ragazze in diverse aree. Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, si basa su un’indagine condotta nel 2024 in 37 paesi europei, tra cui 25 Stati membri dell’UE. In totale, hanno partecipato 113 882 studenti (di età compresa tra i 15 e i 16 anni). I risultati si riferiscono alla sperimentazione e alle percezioni degli studenti relativamente a una varietà di sostanze, tra cui tabacco, alcol, sostanze psicoattive illecite, inalanti, prodotti farmaceutici e nuove sostanze psicoattive (NPS). Sono inclusi inoltre l’uso dei social media, i videogiochi e il gioco d’azzardo.
Il consumo di alcol nell’arco della vita tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 16 anni è diminuito costantemente nell’arco di 30 anni, passando dall’88% nel 1995 al 74% nel 2024. Nonostante un calo generalizzato, il consumo di alcol rimane ampiamente diffuso. Quasi tre quarti degli studenti nei 37 paesi europei (73%) hanno riferito di averlo provato almeno una volta nella vita, mentre quasi la metà (42%) ha riferito di averne bevuto nell’ultimo mese. Anche la prevalenza di “binge drinking” (cinque o più drink nella stessa occasione), nel corso degli ultimi 30 giorni, è diminuita dal 36% nel 1995 al 30% nel 2024 (trend su 32 paesi).
Il fumo di sigarette sta seguendo un’analoga tendenza in diminuzione, anche a fronte delle politiche di controllo sul tabacco introdotte negli ultimi due decenni. La percentuale di studenti che hanno fumato almeno una volta nella vita è diminuita di oltre la metà, passando dal 68% nel 1995 al 32% nel 2024 (trend su 32 paesi). Il calo più significativo è stato registrato tra il 2019 e il 2024, con una diminuzione di 10 punti percentuali.
Di contro, l’uso di sigarette elettroniche è in aumento. I dati provenienti da 32 paesi che hanno raccolto l’informazione sia per il 2019 che per il 2024 mostrano che l’uso corrente (negli ultimi 30 giorni) è aumentato dal 14% al 22% (l’uso nella vita è aumentato dal 41% nel 2019 al 43% nel 2024). In 30 paesi, le ragazze (46%) riferiscono l’uso nella vita in quota maggiore rispetto ai ragazzi (41%).
Il consumo di sostanze illecite diminuisce, ma aumentano le preoccupazioni per l’abuso di farmaci senza prescrizione medica. Nel 2024, in media, uno studente quindici-sedicenne su otto (14%) ha riferito di aver consumato una sostanza illecita almeno una volta nella vita. I dati mostrano un calo costante del consumo di sostanze illecite, con una prevalenza di consumo nel corso della vita che è scesa dal 19 % nel 2015 al 14 % nel 2024 (trend su 32 paesi). La cannabis è ancora la sostanza illecita più comunemente consumata, sebbene l’uso nell’arco della vita sia sceso al 12% (trend su 32 paesi) da un picco del 18% registrato nel 2003 (11% nel 1995). 
L’iniziazione precoce e il consumo ad alto rischio di cannabis continuano a destare preoccupazione, ma, nel complesso, il consumo medio corrente (negli ultimi 30 giorni) è sceso al 5%, rispecchiando una tendenziale diminuzione sul lungo termine.
In media, circa il 3% degli studenti ha riferito di aver fatto uso di NPS nell’arco della propria vita (3,4% nel 2019), con livelli di consumo più elevati rispetto ad amfetamina (1,8%), MDMA (2,1%), cocaina (2,3%) o LSD/allucinogeni (1,8%) presi singolarmente. Per la prima volta, ESPAD ha rilevato il consumo di protossido di azoto (gas esilarante), utilizzato in media dal 3,1% degli intervistati. La maggior parte (67%) dei paesi mostra una maggiore prevalenza del consumo di inalanti tra le ragazze rispetto ai ragazzi.
L’abuso di farmaci senza prescrizione rappresenta una preoccupazione crescente. L’uso non medico di farmaci soggetti a prescrizione medica nell’arco della vita si attesta attualmente al 14% e le ragazze segnalano costantemente tassi più elevati (16% rispetto all’11% dei ragazzi). Tranquillanti e sedativi sono i farmaci utilizzati con maggiore frequenza (8,5%), seguiti da antidolorifici (6,9%) e farmaci per l’attenzione/l’iperattività (3,4%). La facilità percepita di procurarsi queste sostanze (1 studente su 5 afferma che i tranquillanti sono di facile accesso) sottolinea la necessità di una prevenzione e di un monitoraggio mirati dell’uso improprio dei farmaci senza prescrizione medica tra gli adolescenti.
Aumento dei comportamenti di gioco d’azzardo online e a rischio. Mentre le prevalenze complessive di gioco d’azzardo sono rimaste relativamente stabili dal 2015, il gioco d’azzardo online è aumentato drasticamente: il 14% degli intervistati ha riferito di averlo praticato nel 2024, con una percentuale quasi raddoppiata rispetto all’8% del 2019. La crescita è particolarmente marcata tra le ragazze, per le quali il gioco d’azzardo online è triplicato passando dal 3% nel 2019 al 9% (trend su 32 paesi) nel 2024. I ragazzi rimangono in generale giocatori d’azzardo più attivi (29% contro il 16% per le ragazze) e giocano d’azzardo online con percentuali doppie rispetto alle ragazze (20% contro l’8,7%). Nonostante la diffusione di una regolamentazione più rigorosa del gioco d’azzardo in tutta Europa, i comportamenti di gioco a rischio di sviluppare problematicità sono quasi raddoppiati (dal 4,7% nel 2019 al 9% nel 2024 - trend su 32 paesi), con un aumento più spiccato tra le ragazze. Queste tendenze evidenziano l’urgente necessità di un monitoraggio continuo e di sforzi di prevenzione mirati.
Aumento del gaming (videogioco), in particolare tra le ragazze. Negli ultimi due decenni la pratica del gaming è diventata più popolare, in gran parte grazie alla maggiore diffusione di smartphone e tablet. I risultati ESPAD più recenti mostrano un aumento significativo del gaming tra gli studenti, con l’80% che ha riferito di aver giocato nel 2024 (in aumento rispetto al 47% del 2015, trend su 32 paesi). Attività una volta prevalentemente maschile, questa pratica è diventata sempre più comune tra le ragazze, con prevalenze triplicate che passano dal 22% nel 2015 al 71% nel 2024 (trend su 32 paesi). I ragazzi segnalano costantemente tassi di gioco più elevati, ma con un aumento che è stato più graduale nel tempo (dal 71% nel 2015 all’89% nel 2024 - trend su 32 paesi). ESPAD ha rilevato che il 22% degli studenti ritiene di avere un comportamento di gaming problematico.
Per quanto riguarda l’uso dei social media, quasi la metà degli euda.europa.eu studenti (47%) ritiene di farne un utilizzo problematico (38% nel 2015). Questa percezione di problematicità è più elevata tra le ragazze in tutti i paesi partecipanti.
Salute mentale: differenze geografiche e di genere. In un contesto attuale segnato da persistenti sfide sociali ed economiche, la rilevazione ESPAD 2024 ha utilizzato per la prima volta il WHO-5 Well-Being Index (Indice di Benessere dell’OMS) per valutare la salute mentale dei giovani. Nel complesso, il 59% degli studenti ha riferito un buono stato di benessere (corrispondente a un punteggio superiore a 50 su 100), con i ragazzi (70%) che hanno ottenuto costantemente un punteggio più elevato rispetto alle ragazze (49%) in tutti i paesi. L’Europa settentrionale ha fatto registrare i livelli più elevati di benessere autoriferito, mentre l’Ucraina ha mostrato i livelli più bassi (43%), potenzialmente derivanti dell’impatto del conflitto sulla salute mentale dei giovani e sull’accessibilità alle cure.
Quasi tre quarti degli studenti hanno partecipato a programmi di prevenzione. Lo studio rivela che il 72% degli studenti ha partecipato ad almeno un programma di prevenzione nei due anni precedenti la rilevazione. Le iniziative di sensibilizzazione, incentrate esclusivamente sulla comunicazione di informazioni, sono risultate più comuni nell’Europa orientale, mentre programmi specifici basati sullo sviluppo di competenze personali e sociali, sono maggiormente diffusi nell’Europa occidentale e meridionale. L’alcol è stato l’argomento più comunemente affrontato, con una minore attenzione alle sostanze illecite e ai rischi comportamentali. Questi risultati, pur non approfondendo la qualità dei programmi erogati, costituiscono una solida base per future ricerche volte a valutare l’efficacia degli sforzi di prevenzione in Europa.

B. MIGRAZIONI: LE SUE PONTENZIALITÀ 

1. 31° Rapporto sulle migrazioni 2025
l sistema scolastico italiano si configura come spazio privilegiato di incontro interculturale, specchio di una “superdiversità” in cui si attuano quotidianamente pratiche per l’inclusione formativa delle nuove generazioni italiane. (Comunicato stampa)

  • Gli aspetti messi in evidenza dalla Fondazione ISMU 

Il Rapporto di Fondazione ISMU ETS, pubblicato il 25 febbraio 2026, nella sua 31esima edizione, prosegue il lavoro di studio e monitoraggio dei processi migratori in Italia
Attraverso l’analisi dei flussi, delle presenze e dei percorsi di acquisizione della cittadinanza, il volume ricostruisce gli sviluppi più recenti alla luce delle attuali trasformazioni geopolitiche e sociali, con particolare attenzione agli arrivi, alle richieste di asilo e all’evoluzione del quadro normativo. Ampio spazio è dedicato ai principali ambiti di convivenza e partecipazione alla vita sociale -lavoro, scuola, salute e dimensione religiosa - fondamentali per comprendere le condizioni di vita della popolazione con background migratorio.
Il volume colloca inoltre il caso italiano nello scenario europeo e internazionale, analizzando le politiche migratorie dell’Unione europea, le nuove forme di esternalizzazione delle procedure di asilo e rimpatrio e il ruolo dei partiti sovranisti nel dibattito pubblico. In questo contesto, un’attenzione specifica è riservata agli effetti dei conflitti in Ucraina e a Gaza e alla crescente messa in discussione, a livello globale, dei principi del diritto internazionale.
L’edizione del corrente anno valorizza infine il contributo conoscitivo dei numerosi progetti in cui la Fondazione è impegnata: ricerche realizzate in partenariato e radicate nell’esperienza sul campo, dedicate a temi chiave quali la partecipazione lavorativa delle donne, l’informazione pre-partenza, la criminalizzazione della solidarietà, l’integrazione finanziaria, le pratiche tradizionali dannose e l’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati.

  • Alcune caratterizzazioni 

Il 31° Rapporto ISMU sulle migrazioni 2025 analizza l'evoluzione dei fenomeni migratori in Italia, evidenziando una fase di stabilità quantitativa affiancata da profonde criticità strutturali. 
Il testo documenta come gli stranieri residenti, ormai vicini ai 5,5 milioni, operino come un essenziale ammortizzatore demografico contro l'invecchiamento della popolazione e il calo della forza lavoro. 
Nonostante l'aumento delle acquisizioni di cittadinanza, permangono gravi ostacoli nell'inclusione scolastica, sanitaria e finanziaria, con un mercato occupazionale segnato da forti diseguaglianze salariali e segregazione professionale
Sul fronte normativo, si osserva una tendenza restrittiva sia a livello nazionale che europeo, caratterizzata dal tentativo di esternalizzare le frontiere e da un incremento dei dinieghi alle richieste d'asilo. 
Il Rapporto conclude che, sebbene l'opinione pubblica veda sempre più la migrazione come una risorsa, la politica fatica a implementare riforme capaci di gestire il fenomeno oltre la logica dell'emergenza.

  • Una scheda sintetica 

Inquadramento Generale 
La popolazione straniera residente in Italia si avvicina ai 5,5 milioni di individui, pari al 9,1% del totale dei residenti. Il panorama attuale è caratterizzato da una sostanziale continuità, visibile nella stabilizzazione degli sbarchi e nel consolidamento delle acquisizioni di cittadinanza italiana, che si attestano su oltre 200mila all'anno. L'opinione pubblica italiana mostra inoltre un atteggiamento sempre più favorevole: il 57% degli intervistati considera l'immigrazione una risorsa per il Paese, mentre si riduce il timore che i migranti tolgano lavoro agli italiani.

Opportunità e Integrazione
Ammortizzatore demografico:
L'immigrazione svolge un ruolo cruciale nel mitigare il declino demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione italiana. Senza l'apporto dei migranti, il calo della popolazione in età lavorativa sarebbe drammaticamente più grave, mettendo a rischio la tenuta socioeconomica del Paese.
Risorsa per il mercato del lavoro: Gli stranieri presentano tassi di attività più elevati rispetto alla media nazionale e risultano fondamentali per far fronte alla carenza di manodopera, soprattutto nei settori dei servizi alla persona, dell'agricoltura, del commercio e dell'edilizia.
Stabilizzazione e cittadinanza: Vi è un chiaro radicamento delle comunità straniere, evidenziato non solo dall'elevato numero di naturalizzazioni, ma anche dall'aumento dei matrimoni misti e dalla crescita delle seconde generazioni.
Miglioramenti nel percorso scolastico: Le scelte scolastiche degli studenti con background migratorio si stanno lentamente avvicinando a quelle dei coetanei italiani, con un aumento delle iscrizioni ai licei. Inoltre, i giovani nati all'estero mostrano performance altamente positive nelle competenze linguistiche internazionali (come l'ascolto della lingua inglese).

Disuguaglianze e Ostacoli
Segregazione e svantaggio lavorativo:
Il mercato del lavoro presenta un forte svantaggio strutturale per gli immigrati, i quali sono relegati a professioni dequalificate, instabili e con salari nettamente inferiori a quelli degli autoctoni (divario retributivo medio del 30,4%). L'Italia soffre di una "selezione negativa", faticando ad attrarre immigrazione qualificata.
Povertà e vulnerabilità: Il 35,2% delle famiglie composte esclusivamente da stranieri vive in condizioni di povertà assoluta (contro il 6,2% delle famiglie italiane), con gravi ripercussioni quali l'insicurezza alimentare e la profonda esclusione finanziaria.
Divari educativi: Il sistema scolastico registra ancora profonde disuguaglianze: gli alunni stranieri presentano tassi di abbandono scolastico precoce più elevati e ottengono punteggi inferiori in italiano e matematica rispetto agli studenti italiani.
Criticità istituzionali e normative: Il sistema di gestione dei flussi regolari (Decreto Flussi) risulta inadeguato e disallineato rispetto alle reali dinamiche di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Si registra inoltre un orientamento politico-normativo restrittivo e di deterrenza, con un aumento dei dinieghi per le domande di asilo (vicino al 70%) e crescenti dubbi sulle politiche di esternalizzazione delle frontiere, come l'accordo Italia-Albania.
Diritti e salute a rischio: Le condizioni di vita nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) mettono a dura prova la salute psicofisica delle persone trattenute. Sul territorio, la popolazione immigrata affronta barriere nell'accesso ai servizi sanitari (es. scarsa alfabetizzazione sanitaria, difficoltà di accesso all'interruzione volontaria di gravidanza) e subisce discriminazioni indirette nell'accesso alle prestazioni di welfare, spesso subordinate a lunghi requisiti di residenza pregressa. Si segnala, infine, una preoccupante tendenza alla "criminalizzazione della solidarietà" contro chi difende i diritti dei migranti

C. UNA LINEA EDITORIALE sempre in uso: le “PAROLE”  

Sono molti, oggi, a ricorrere alle “parole” per formare le persone. Una parola spiegata, infatti, è uno strumento veloce da leggere e da maneggiare. Un libro di parole è, ugualmente, uno strumento agile perché facilmente utilizzabile. 

1. Parole incontrosenso. 
Per un nuovo vocabolario della Formazione Professionale, Erickson 2025 

Partecipazione, futuro, mutualità, antirazzismo: sono solo alcune delle 26 parole chiave - in ordine inverso, dalla Z alla A - che compongono questo vocabolario incontrosenso, dedicato alla formazione professionale come spazio educativo capace di promuovere inclusione, consapevolezza e responsabilità.
Curato dalla Fondazione ENGIM, punto di riferimento per l’istruzione e l’inserimento lavorativo, il volume si propone come guida per formatori e formatrici che vogliono coinvolgere attivamente i/le giovani nel riflettere su cosa significa oggi essere cittadini attivi e partecipi del bene collettivo.
Ogni parola diventa lo spunto per attività pratiche, laboratori e stimoli educativi, con l’obiettivo di favorire ambienti scolastici e formativi capaci di accogliere, valorizzare le differenze e promuovere il protagonismo giovanile. Un progetto che mette al centro l’educazione alla convivenza civile, la costruzione di relazioni significative e l’attenzione ai più fragili.
Pensato per il mondo della formazione professionale, ma utile anche in contesti scolastici ed educativi più ampi, questo libro è un vero strumento di lavoro per chi crede che ogni parola possa aprire uno spazio di dialogo, ascolto e trasformazione sociale.
Ecco le parole proposte: 
Z – Zenit / Y – Young (giovane) / X – X-ray (trasparenza) / W – Welfare / V – Valori / U – Unicità / T – Tutti / S – Sviluppo integrale della persona / R – Resistenza / Q – Qualità / P – Partecipazione / O – Ospitalità / N – Nonviolenza / M – Mutualità / L – Lavoro / K – Knowledge (conoscenza) / J – Justice (giustizia) / I – Impresa formativa / H – Hope (speranza) / G – Gratuità / F – Futuro / E – Equità / D – Democrazia / C – Carisma / B – Bellezza / A – Antirazzismo
Un testo agile e leggero nella forma, anche se impegnativo e stimolante nel contenuto. Ogni voce è corredata da una definizione, da una descrizione circa gli orizzonti educativi, da una proposta di buone idee in pratica, da proposte bibliografiche. 
Per approfondire: ENGIM (a cura di), Parole incontrosenso. Per un nuovo vocabolario della Formazione Professionale, Erickson 2025 

2. Forum disuguaglianze e diversità (FDD) ha pubblicato recentemente 
“LE PAROLE PER IL CAMBIAMENTO”  

  • Una scheda sintetica

Questo e-book, intitolato Le parole per il cambiamento, funge da guida teorica per affrontare le sfide contemporanee della giustizia sociale e ambientale. Attraverso contributi di vari esperti, l'opera analizza concetti fondamentali come il capitalismo, la ricchezza privata e l'uguaglianza di opportunità. Le immagini a corredo del testo illustrano visivamente il contrasto tra disuguaglianze economiche, crisi climatica e lotte collettive dei lavoratori. Il progetto mira a fornire un lessico comune per interpretare le trasformazioni del mondo moderno e promuovere una democrazia più equa. Le diverse sezioni offrono spunti di riflessione critici per favorire un’evoluzione consapevole della società verso modelli di sviluppo più sostenibili

  • Le tesi principali con le quali confrontarsi 

Il testo, intitolato "Le parole per il cambiamento" ed elaborato dal Forum Disuguaglianze e Diversità, sostiene la tesi fondamentale secondo cui per costruire un futuro di maggiore giustizia sociale e ambientale è necessario innanzitutto scardinare l'attuale "senso comune" prevalente, fortemente influenzato dalla cultura neoliberista e da derive autoritarie. Per farlo, il testo propone di ridefinire una serie di parole e concetti chiave, trasformandoli in strumenti di azione politica e collettiva.
Le tesi specifiche e le proposte operative supportate dal testo si articolano su diversi assi tematici principali: 
1. Un nuovo concetto di uguaglianza e la ridistribuzione della ricchezza
Uguaglianza di capacità: L'uguaglianza di opportunità non deve limitarsi a garantire a tutti la partecipazione al mercato del lavoro, ma deve tradursi in un'uguaglianza di "capacità" (la possibilità per tutti di accedere a bisogni fondamentali come istruzione, reddito, salute, abitazione e partecipazione).
Eredità universale: Per contrastare l'esplosione delle disuguaglianze patrimoniali e la "lotteria della nascita", il testo propone di tassare in modo progressivo le grandi ricchezze ereditate. Il gettito finanzierebbe un'"eredità universale" di 15.000 euro da assegnare incondizionatamente a tutti i giovani al compimento dei 18 anni, garantendo loro maggiore libertà di scelta nella transizione verso la vita adulta.
2. Transizione ecologica socialmente giusta
La tecnologia verde non basta: Il testo critica l'eccessivo "tecno-ottimismo", sostenendo che la tecnologia verde non è neutra e, se applicata nell'attuale sistema capitalistico, rischia di creare nuove disuguaglianze ed estrattivismo a danno delle comunità vulnerabili e dei "territori dell'abbandono".
Welfare energetico climatico: La transizione ecologica deve essere ampia, radicale e, soprattutto, socialmente giusta. Si propone un nuovo sistema di welfare che metta le persone al riparo dai rischi climatici e dalla povertà energetica (ad esempio tramite l'efficientamento dell'edilizia residenziale pubblica e le comunità energetiche).
3. La conoscenza e la salute come beni comuni
Infrastruttura pubblica per la salute: Si critica il monopolio delle case farmaceutiche basato sulla privatizzazione della conoscenza. Il testo propone la creazione di un'infrastruttura pubblica europea (un "CERN della salute") che sviluppi farmaci e vaccini essenziali da distribuire senza profitto.
Restituzione dei Big Data: I dati digitali, attualmente monopolizzati dalle grandi piattaforme private per fini commerciali e di profilazione, devono essere "restituiti" alle comunità e ai territori per finalità di utilità sociale, pianificazione urbana e ricerca.
4. Riequilibrio tra Capitalismo e Democrazia
Oltre il monopolio e le disuguaglianze: Il capitalismo contemporaneo, basato sulla privatizzazione della conoscenza e su mercati finanziari sregolati, ha un'asimmetria di potere intrinseca rispetto al lavoro che snatura la democrazia. Per riequilibrare questo rapporto servono partecipazione strategica dei lavoratori, scienza aperta e promozione di forme non capitalistiche di produzione, come la cooperazione e il mutualismo.
Lotta al patriarcato e apertura alle migrazioni: La giustizia passa anche per il superamento della cultura patriarcale tramite politiche intersezionali e per un radicale ribaltamento della narrazione sull'immigrazione, che deve essere vista non come un costo ma come un'opportunità, gestita attraverso vie legali e sicure.
5. Politiche "sensibili ai luoghi" e partecipazione civica
Contro le politiche uguali per tutti: Il testo rifiuta le politiche "cieche ai luoghi" che assecondano i processi di agglomerazione nei grandi centri urbani, causando la "vendetta dei luoghi che non contano" (aree interne e periferie). Le politiche pubbliche devono essere "place-based", ovvero co-progettate partendo dai bisogni e dalle specificità dei territori e delle persone che li abitano.
Patti educativi di comunità: In ambito scolastico, si sostiene la necessità di stringere alleanze formali tra scuole, enti locali e Terzo Settore per combattere la povertà educativa, rendendo l'intera comunità responsabile del percorso di crescita dei giovani.
6. Rinnovamento della macchina pubblica
Riforma della PA e trasparenza: Per affrontare questa complessità, la Pubblica Amministrazione deve essere scossa da un profondo ricambio generazionale, con concorsi che valutino le reali attitudini (capacità di risolvere problemi, motivazione) e non solo nozioni mnemoniche. Parallelamente, le politiche pubbliche devono includere obbligatoriamente meccanismi di valutazione, monitoraggio civico e trasparenza (dati aperti) per ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini.

Siamo in presenza di un testo che non confligge con la visione ispirata alla dottrina sociale della Chiesa; al contrario, condivide con essa profonde affinità e punti di contatto, in particolar modo per quanto riguarda l'attenzione alla giustizia sociale, alla dignità umana e alla crisi ambientale. 
Pur essendo un documento dal taglio prettamente laico, civico ed economico (la cui "stella polare" dichiarata è la Costituzione Italiana), le sue tesi si intersecano chiaramente con i principi cristiani. Ecco i principali punti di convergenza supportati dalle fonti:
L'Ecologia Integrale di Papa Francesco: 
Il testo cita in modo esplicito e positivo Papa Francesco e il suo concetto di "ecologia integrale" per spiegare la necessità di una risposta sistemica alla crisi ecologica. Il documento concorda pienamente con questa visione, riconoscendo che la salute degli esseri umani, degli animali e degli ecosistemi sono strettamente interdipendenti.
Solidarietà contro l'individualismo: 
In perfetta assonanza con la dottrina sociale della Chiesa, il testo si oppone fermamente all'approccio "neoliberista" che esalta la massimizzazione dell'interesse e dell'individualismo. Pone invece al centro la solidarietà, definendola uno strumento democratico imprescindibile per rispondere all'esclusione sociale e alle iniquità prodotte dal capitalismo.
L'attenzione agli "scartati": 
Il testo invita a mettersi "dalla parte di chi oggi è più fragile o scartato". Il linguaggio utilizzato e la centralità di chi vive ai margini o nei "territori dell'abbandono" ricordano da vicino l'opzione preferenziale per i poveri tipica dell'insegnamento cattolico.
Il Bene Comune: 
Numerose proposte ruotano attorno alla tutela dei beni comuni universali. Un esempio evidente è la proposta di considerare la conoscenza e la salute umana come un "bene comune", sostenendo che le cure mediche e i vaccini non debbano essere soggetti alle logiche dell'esclusivo profitto privato.

Una precisazione sull'approccio: 
L'unica precisazione che il testo fa riguardo all'ambito religioso riguarda il modo in cui l'opinione pubblica spesso percepisce il volontariato e il mutualismo. Il documento nota che molte persone considerano erroneamente queste azioni esclusivamente come legate all'ambito religioso cristiano e come "atti di pura carità". 
Pur valorizzando fortemente la solidarietà, gli autori chiedono di considerarla non solo come beneficenza, ma come un vero e proprio dovere costituzionale e uno strumento di partecipazione democratica per il cambiamento del sistema.
Infine, a dimostrazione fattuale della compatibilità e della sinergia tra le istanze di questo testo e le realtà cristiane attive nel sociale, il documento stesso dichiara nelle primissime pagine di essere stato realizzato grazie al sostegno dell'Otto per mille della Chiesa Valdese

Didacta 2026: i Salesiani protagonisti della scuola del futuro

Oltre 25.000 visitatori, 700 espositori, 3.000 eventi. La 13a edizione di Didacta Italia, tenutasi a Firenze ad inizio marzo, ha confermato la fiera fiorentina come il principale appuntamento nazionale per chi lavora nell'educazione. E i Salesiani erano lì, con un programma fitto e una presenza che ha lasciato il segno.
Il filo conduttore? L'intelligenza artificiale, non come tema astratto, ma come strumento concreto già nelle aule e nei laboratori.
Con il seminario Go Beyond Traditional Education, oltre 120 tra dirigenti, docenti e formatori hanno ascoltato l'esperienza di 80 scuole salesiane che hanno iniziato a integrare l'IA nella didattica quotidiana. Un patrimonio collettivo da conoscere.
Ma la parte più viva è stata quella dei ragazzi. Gli allievi del CFP di Treviglio hanno mostrato come si gestisce la logistica del futuro attraverso simulazioni 3D in FlexSim. Quelli di Alessandria hanno presentato l'ePortfolio digitale come strumento di documentazione del percorso formativo. Il CNOS-FAP Rebaudengo di Torino ha dimostrato come le competenze tecniche di laboratorio si traducano in un compito concreto: costruire un gioco.
Non solo formazione professionale: gli studenti di Milano hanno esplorato l'IA per creare scenari interattivi, quelli di Brescia hanno riscritto la Divina Commedia con l'intelligenza artificiale, quelli di Parma hanno riscoperto il latino attraverso il metodo induttivo-contestuale.
Nel panel "L'Innovazione che include" insieme a Schneider Electric e Google, CNOS-FAP ha ribadito il ruolo della formazione professionale nel rispondere al mismatch di competenze.
Una presenza corale, che racconta dove sta andando la nostra didattica.

Don Bosco e la politica: un testo che fa riflettere

Ha fatto politica, don Bosco? E in che senso? La Fondazione CNOS-FAP ETS ha curato la pubblicazione di un saggio firmato da don Francesco Motto, studioso e curatore dei 10 volumi dell’Epistolario di don Bosco e Direttore emerito dell’Istituto Storico Salesiano, che ricostruisce come un grande educatore dell'Ottocento abbia saputo interpellare istituzioni e società civile in nome dei giovani più fragili. Cinque intuizioni ancora sorprendentemente attuali: la centralità della questione giovanile come questione strutturale e non residuale; agire subito, senza aspettare condizioni perfette; un'educazione integrale della persona; l'azione in rete e in sussidiarietà; la prevenzione come alternativa alla repressione. 
Una lettura breve, densa, consigliata a chi lavora ogni giorno nella formazione e nell'educazione.

Rassegna CNOS 1/2026: è uscito il nuovo numero

Come si forma una persona capace di stare nel mondo del lavoro e nella vita, con consapevolezza e responsabilità? È la domanda che attraversa, da angolazioni diverse, il primo numero 2026 della Rassegna CNOS.
Si parte dall'educazione: cosa dice la Chiesa oggi sulla scuola, quali competenze sociali ed emotive mancano ancora nei nostri curricula, come il lavoro stesso stia cambiando forma e senso. Si allarga poi lo sguardo all'Europa: il sistema duale, i modelli di qualità nell'IFP, dal Processo di Copenaghen a Herning, e le tendenze provenienti da Cedefop e ITF.
Si torna in Italia con i dati: il monitoraggio sulla tenuta formativa dei CFP CNOS-FAP, le fragilità giovanili in Lombardia, il legame tra povertà educativa e disuguaglianze. E si guarda avanti: la filiera 4+2 come laboratorio di rinnovamento, la IeFP nei programmi delle Regioni, la sostenibilità del sistema dopo il PNRR.
In allegato, Stare nel mondo. Orientarsi nel presente, costruire il futuro e il Cantiere delle riforme sul nuovo Repertorio nazionale IeFP.

Iscrizioni 2026/2027: la formazione professionale guadagna terreno

I dati sulle iscrizioni per il prossimo anno scolastico confermano le preferenze consolidate, ma segnalano anche tendenze nuove. I Licei restano la prima scelta con il 55,88% degli iscritti, sostanzialmente stabile rispetto all'anno scorso. Gli Istituti tecnici si attestano al 30,84%, in lieve calo. Crescono invece gli Istituti professionali, dal 12,69% al 13,28%.
Il dato più rilevante riguarda la filiera tecnologico-professionale 4+2, che quasi raddoppia gli iscritti: da 5.449 a 10.532. La crescita è particolarmente marcata nel Mezzogiorno. Per il 2026/2027 sono stati autorizzati 532 nuovi percorsi quadriennali, portando a oltre 700 gli istituti coinvolti, di cui circa 400 attivano la filiera per la prima volta. Si rafforza anche l'integrazione con gli ITS Academy, le università e la formazione professionale regionale.
Un sistema in movimento, con le famiglie sempre più attente alla concretezza dei percorsi formativi.

IeFP nella filiera 4+2: un chiarimento atteso

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha confermato al Direttivo di Forma che le istituzioni formative accreditate dalle Regioni per la IeFP possono essere promotrici delle filiere tecnologico-professionali 4+2, al pari degli istituti tecnici e professionali statali.
Un chiarimento rilevante, che apre ai diplomati IeFP l'accesso diretto agli ITS Academy e la possibilità, per chi conclude il quarto anno, di sostenere l'esame di maturità previo svolgimento delle prove INVALSI. Il Ministero ha annunciato una Nota esplicativa e la prossima convocazione della Conferenza Unificata con il Ministero del Lavoro e le Regioni, in vista del decreto INVALSI. (Comunicato Stampa)

Sebastiano Comotti: a 23 anni, dalla Mercedes alla cattedra

 

C'è una foto ideale che racconta questa storia: un ragazzo giovane, in piedi davanti a un’officina, con alle spalle gli stessi banchi dove lui stesso ha imparato. Sebastiano Comotti ha 23 anni. È un ex studente del Patronato. E da quest'anno è docente nella stessa scuola che lo ha formato.
Dopo aver concluso il suo percorso formativo, Sebastiano era entrato nelle officine della Mercedes. Un lavoro solido, in un contesto di eccellenza. La traiettoria sembrava tracciata. Poi, circa due anni fa, una telefonata inaspettata: il Patronato cercava qualcuno che potesse prendere il posto di un formatore storico andato in pensione. Cercava lui.
"Ho deciso di mettermi in gioco", racconta Sebastiano. "Nonostante la mia giovane età, ho preso la palla al balzo."
Sebastiano parla della sua formazione con una precisione che colpisce. Non dice solo "mi è piaciuta" o "mi ha preparato bene". Elenca: metodologia, etica del lavoro, rispetto delle regole. "Cose che in tante altre scuole non sono così presenti", dice. E aggiunge che quella base lo ha accompagnato lungo tutta la sua carriera professionale - anche nei mesi in Mercedes, anche adesso che è dall'altra parte.
​​E' una gratitudine concreta, non retorica. Il tipo di riconoscimento che si costruisce solo con l'esperienza.
La vicinanza d'età con i suoi studenti è al tempo stesso una sfida e una risorsa. Sebastiano la gestisce con lucidità. "Riesco a entrare in contatto con i ragazzi come un fratello maggiore", spiega. "Capisco il loro linguaggio, il loro contesto. Riescono a raccontarmi difficoltà che forse a un formatore più distante non direbbero."
Sa anche cosa manca: l'esperienza. Ma non se ne preoccupa più di tanto. "È un gap che si colma con il tempo", dice. Con la stessa calma con cui, a 23 anni, ha già scelto due volte di mettersi alla prova.
La storia di Sebastiano dice qualcosa di importante su cosa può fare una buona formazione professionale. Non solo preparare al lavoro - ma formare persone che, un giorno, vorranno restituire quello che hanno ricevuto. Che torneranno. Che sceglieranno di stare con i ragazzi, in un laboratorio o in un’officina, perché è lì che si costruisce qualcosa che dura.
Vedi il servizio su Bergamo TV

A Motodays, i nostri ragazzi al lavoro davanti a 83.000 visitatori

Tre giorni, 83.000 visitatori, 232 espositori. In mezzo a tutto questo, gli allievi del CFP "Teresa Gerini" di Roma settore Riparazione Veicoli a Motore e Carrozzeria, hanno lavorato dal vivo: diagnostica, interventi meccanici, tecniche di carrozzeria. Non una dimostrazione scenografica, ma il loro normale lavoro di laboratorio, portato in fiera.
Motodays 2026 è stata l'occasione per misurare, in un contesto reale e affollato, quello che una buona formazione professionale produce. Il risultato si è visto.

Fossano: 3.000 metri quadrati nuovi per la formazione professionale

Il 19 marzo il CNOS-FAP di Fossano ha inaugurato la nuova ala della propria sede: oltre 3.000 metri quadrati di aule, laboratori e una sala convegni. Un investimento concreto sui giovani e sul sistema produttivo locale, reso possibile dalla collaborazione tra Salesiani, enti pubblici, Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano e partner privati.
All'inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, rappresentanti istituzionali e numerose imprese del territorio - a conferma di un legame strutturato tra formazione e mondo del lavoro che caratterizza questo centro fin dal 1890.
Un dettaglio che racconta lo spirito dell'evento: accoglienza e catering sono stati curati interamente dagli studenti dei CFP di Savigliano, Bra e Saluzzo. 
In Piemonte, i percorsi CNOS-FAP registrano un tasso di successo formativo del 95%.

San Benigno: un nuovo laboratorio di meccatronica per formare i tecnici di domani

Il 6 marzo, al CNOS-FAP di San Benigno, è stato inaugurato un nuovo laboratorio di meccatronica. A renderlo possibile è la partnership quadriennale tra CNOS-FAP Piemonte e SPEA, che ha dato vita al progetto E²C – Empowerment Enterprise Cnos: un modello che collega direttamente la formazione alle esigenze reali dell'industria.
Gli studenti dei settori elettrico e meccanico lavoreranno con strumentazioni all'avanguardia e percorsi co-progettati insieme a esperti aziendali, nell'ambito della filiera 4+2. Non simulazioni, ma un'esperienza formativa costruita a misura del mondo del lavoro che li aspetta.

Innovazione e sostenibilità: inaugurato il nuovo laboratorio commerciale al CNOS-FAP Serravalle

Il futuro della formazione professionale prende forma in spazi dove il "sapere" diventa "saper fare". Il 27 marzo, presso la sede CNOS FAP di Serravalle Scrivia, è stato ufficialmente inaugurato un nuovo ambiente di apprendimento reale nell'ambito dell'iniziativa "Green Is Now: la sostenibilità prende forma". Grazie a “Green Is Now”, il nuovo laboratorio commerciale si è trasformato da subito in uno spazio di confronto con il mondo dell’impresa. Esperienza sul campo: Gli studenti hanno gestito l'accoglienza, la comunicazione e la vendita, sperimentando cosa significhi lavorare con attenzione all'altro; Modelli sostenibili: La collaborazione con realtà imprenditoriali locali impegnate nel recupero materiali ha permesso ai ragazzi di toccare con mano i valori della moda etica e del riuso, grazie alla collaborazione con l'azienda Seama; Nuove sinergie: L'incontro pomeridiano con le aziende del territorio ha confermato il laboratorio come luogo capace di accogliere progettualità condivise. Seguendo la tradizione salesiana di Don Bosco, l'inaugurazione di questo spazio mira a formare "buoni cittadini e persone capaci di futuro". “Green Is Now”, dimostra che l’educazione autentica sa unire competenza tecnica e scelta responsabile, dando valore a ciò che può rinascere.

EduAId: capire l'intelligenza artificiale per insegnarla meglio

Come possono insegnanti e dirigenti scolastici orientarsi nell'intelligenza artificiale - e usarla davvero in classe? È la domanda al centro di EduAId, progetto europeo finanziato da Horizon che vede CNOS-FAP tra i partner. L'obiettivo è sviluppare microcredenziali e strumenti digitali per la formazione continua dei docenti, con una piattaforma di apprendimento personalizzato e un'app basata sull'IA.
Nel frattempo, il blog del progetto è già attivo e pubblica contributi concreti: dall'uso dell'IA per l'inclusione, alle esperienze raccolte in Serbia e Germania, fino alle riflessioni dei dirigenti scolastici europei. Letture brevi, scritte da chi lavora ogni giorno nella formazione.